domenica 21 aprile 2013

La notte del Drive-in, Joe R. Lansdale


La Notte del Drive-in

Un viaggio allucinante tra i meandri più orrorifici della civiltà umana.

Di Joe Lansdale avevo già letto Mucho Mujo e ne ero stato piacevolmente colpito. Un ottimo thriller-noir, ricco di colpi di scena, pervaso da un humor nero tutto texano e farcito di personaggi carismatici e divertentissimi. Con queste ottime premesse ho deciso di proseguire nella conoscenza della produzione di questo autore e sono stato attirato da quella che Niccolò Ammaniti ha definito come “il vertice creativo della produzione di Lansdale”, ovvero “La notte del Drive-in”.
Quattro ragazzi decidono di passare un venerdì sera al drive-in “Orbit”, il più grande del mondo, a guardarsi cinque classici dell’orrore assieme a qualche migliaio di persone. A metà del secondo film, nel cielo appare una strana meteora sorridente. Inseguito a questo avvenimento, il drive-in viene circondato da misteriose, fittissime tenebre che uccidono chiunque tenti di uscire. Il panico inizia a serpeggiare e dopo giorni senza più cibo e alla mercé di forze soprannaturali, mentre i film dell’orrore continuano senza sosta ad essere proiettati sugli schermi, gli spettatori intrappolati nel drive-in diventano sempre più violenti, feroci, pericolosi e disperati dando inizio ad uno spettacolo di ferocia primordiale.
Questo è lo scenario che Joe Lansdale ci apre davanti agli occhi nel volume “La notte del Drive-in” che comprende i primi due libri del ciclo del Drive-in, scritti tra 1988 e Il 1989, ovvero “ la notte del Drive in” e “ Il giorno dei dinosauri”. Al ciclo appartiene anche un terzo volume, cioè “la notte del drive-in 3-gita per turisti” scritto ben 16 anni dopo il secondo volume.
L’opera di Lansdale ha tutte le caratteristiche di uno orrendo trip sotto chissà quale droga sintetica. È follia pura. Entrambi i libri sono un viaggio onirico, claustrofobico e alienante nella perversione del genere umano. L’autore crea un microcosmo fantastico dove gli istinti primordiali dell’uomo si liberano in tutta la loro violenza creando una sorta di apocalisse tutta terrena. Le atmosfere grondano costantemente orrore e disperazione, le situazioni assumono toni deliranti che tuttavia non possono non riportarci a parecchie dirette riflessioni sulla nostra società e realtà quotidiana.
La scrittura di Lansdale è frenetica e allucinata condita da una costante vena di humor nero e da un tono quasi sarcastico. Il lettore si ritrova immerso in questo mondo dove è impossibile orientarsi, dove le logiche quotidiane sembrano essere del tutto stravolte e nuove leggi fondate sugli impulsi più macabri e sui sogni terribili si instaurano inesorabili.
Delirante, crudo, ironico, questo libro è un vero e proprio viaggio nella deviazione umana, una discesa nell'inferno della civiltà occidentale contornata da una tagliente critica alla società del consumo e alle illusorie speranze religiose. Lansdale non ha paura di portarci all'estremo, di varcare costantemente il limite dell’inaspettato con estrema naturalezza e con l’ironia che lo contraddistingue. È un'opera decisamente non adatta a stomaci deboli. La violenza la fa da padrone e viene presentata in tutta la sua crudezza, ma senza la pesantezza di espliciti giudizi morali. Le immagini si accavallano come in un incubo o in una prolungata e tremendissima allucinazione, esplodono con forza nella nostra mente che diventa quasi uno schermo davanti ai nostri occhi, come quello del drive-in, dove continuano imperterrito a  passare gli stessi 5 B-movie horror. Le azioni sconcertanti, gli eventi cruenti e il sangue umano impazzito scorrono costantemente in una parata di personaggi dementi, folli, violenti e deliranti simile alle immagini di un film del miglior Carpenter o di un Tarantino “fanta-horror”. L’autore gioca e interviene con il suo stile su tutto un immaginario filmico e fumettistico che sembra davvero provenire da una fantasiosa narrazione apocalittica di 4 giovani adolescenti chiusi in un garage un pomeriggio d’estate e lo rende estremamente tangibile. Quasi reale.
La fantasia di Lansdale si spinge davvero al limite massimo e crea personaggi indimenticabili, che si insinuano come belve mostruose nella mente dello spettatore prendendolo per la gola e per la pancia e trascinandolo giù in un baratro dove l’assurdità è la realtà, dove la casualità sembra essere sconfitta da una marmaglia caotica. È tutto un guazzabuglio di forme deformate e mutevoli, con la quale è inutile provare a discutere tentando di dare una spiegazione logica, ma dove si può solo provare a sopravvivere.
In definitiva ritengo quest’opera di Lansdale davvero impressionante dal punto di vista immaginativo e stilistico. È  un’odissea onirica che ti violenta e ti toglie il fiato come un crampo alla gola. A volte la sensazione è quasi quella di una nausea che pervade tutto il corpo. Tuttavia non si può non rimanere attaccati alle pagine, perdersi in tutto quel delirio che incalza furiosamente e ci disorienta mantenendo sempre un certo che di ironico e sarcastico che ci ruba costantemente un sorriso, anche se un po’ amaro.
Tutto ciò che è umano è patetico. La fonte segreta del comico stesso non è la gioia ma la tristezza. Non esiste il comico in paradiso”, scriveva Twain, nel suo “ Wilson lo zuccone”. Questa frase mi sembra particolarmente azzeccata per concludere la riflessione su questa opera di Lansdale. Infatti quella costante risata macabra e ubriaca, quella comicità paradossale che si esprime nelle pagine della “Notte del Drive-in” sembra davvero provenire dalla pateticità della condizione umana, dalla sua intrinseca fragilità e caoticità, dalla ineludibile incapacità dell’uomo di governare pienamente la propria esistenza e di dare una spiegazione a tutto nonostante gli sforzi e la ricorrenza alle più svariate entità governatrici e demiurgiche. Che siano il Dio Cristiano, una razza aliena superiore, il fantasma di Elvis o addirittura, come si ostina a credere Jack (il protagonista del romanzo), gli Dei di serie B alle prese con un film dove siamo tutti attori, sembra non fare davvero  troppa differenza.


Copertina del libro, tratta dal sito: http://www.horrormagazine.it/libri/884/

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